venerdì 12 ottobre 2007

Robert Louis Stevenson, precursore psichedelico


Secondo alcune ricerche pubblicate in Inghilterra nel 2005, Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson sarebbe stato creato sotto l’influsso di una droga allucinogena simile all’LSD.

Due esperti sono convinti che l’autore scozzese abbia scritto la più classica delle sue novelle morali e fantastiche a seguito dell’assunzione di derivati dell’ergot, un fungo della segale e del frumento, allucinogeno e potenzialmente letale.

Questo parassita delle graminacee, noto come "segale cornuta" per le escrescenze che forma sulla pianta infestata, fu causa di avvelenamenti di massa nel corso di tutto il Medioevo. Le vittime, mangiando il pane fatto con la farina delle spighe contaminate, soffrivano di forti convulsioni e vivide allucinazioni: i sintomi del cosiddetto "fuoco di sant’Antonio", talvolta scambiati per segni di possessione diabolica. Si pensa infatti che l’intossicazione e i suoi effetti siano all’origine di molti processi per stregoneria in Europa; un fenomeno protratto fino alla maniacale e forse più nota caccia alle streghe scatenatasi oltreoceno a Salem, in Massachusetts, nel 1692.

L’ergotina, un estratto del fungo i cui alcaloidi psicoattivi comprendono l’acido lisergico, veniva adoperata nell’Ottocento come medicinale antiemorragico. Stevenson soffriva di tubercolosi, motivo che lo spinse a viaggiare in cerca di un clima ideale per stabilirsi infine nelle isole Samoa, e assunse la sostanza tramite iniezione allo scopo di arrestare l’emorragia polmonare.

Il Professor Robert Winston, presidente del comitato per la scienza e la tecnologia della Camera dei Lord inglese, e il Dottor George Addis, già consulente medico all’Università di Glasgow, sono persuasi che tali iniezioni abbiano avuto l’effetto collaterale di causare, nella percezione soggettiva del paziente, effetti simili a quelli descritti nella trasformazione di Mr. Hyde.

Presentando la loro tesi nel documentario The Adventures of Robert Louis Stevenson, prodotto e trasmesso dalla BBC nel 2005, i due studiosi ritengono di aver trovato prova di tale scoperta in una lettera rinvenuta in tempi recenti negli archivi dell’Università di Yale, che descrive gli spasmi e lo stato allucinatorio sperimentati dallo scrittore come caratteristici di una overdose dei principi attivi della droga.

Nella missiva, databile tra la fine di agosto e i primi di settembre 1885, la moglie di Stevenson scrive a William Henley, amico del marito e suo agente letterario: “I comportamenti folli di Louis... Penso debba essere l’ergotina che affigge il suo cervello in momenti simili. Adesso è abbastanza razionale, sono lieta di dirlo, ma ha appena ceduto nell’insistere di dover stare alzato nel letto in posizione inginocchiata, con la faccia sul cuscino”.
Soltanto due settimane più tardi, l’ammalato iniziava a scrivere il suo famoso racconto incentrato sulla duplicità della natura umana.

The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde fu pubblicato presso Longmans, Green & co. a Londra nel gennaio 1886, dapprima diffuso come semplice brossura economica sia in America che nel Regno Unito, senza l’articolo "the" aggiunto al titolo soltanto nelle seguenti edizioni. In precedenza erano apparsi altri e più brevi racconti fantastici dell'autore, quali Janet la storta (Thrawn Janet, 1881), Ladri di cadaveri (The Body Snatcher, 1884) o Markheim (1885), tutti facilmente reperibili in edizioni italiane insieme ai fantasiosi ed esotici titoli del periodo Nei mari del Sud, fra i quali ricordiamo Il diavolo nella bottiglia (The Bottle Imp, 1891).

Resa famosa da innumerevoli trasposizioni cinematografiche, a partire da un breve cortometraggio americano che nel 1912 precede la più celebre versione muta con John Barrymore del 1920, la storia, narra le vicende del Dr. Jekyll che crea e sperimenta una pozione per separare in sé “il Bene dal Male”. E sebbene il dottore si purifichi in apparenza del suo lato oscuro, quest’ultimo si manifesterà tuttavia nel malvagio Mister Hyde affiorando come elemento opposto e preponderante della propria personalità.

Stevenson ha sempre dichiarato che l’ispirazione per Jekyll e Hyde gli venne da un sogno febbrile, avuto mentre era gravemente ammalato. Come testimonia il contenuto di un’altra lettera, proprio nell’agosto del 1885 le sue condizioni si aggravarono al punto da richiedere la somministrazione dell’ergotina.

Il documentario mette dunque in rilievo l’influenza di questa sostanza sullo scrittore di Edimburgo, rilevando come la sua novella parli proprio dell’assunzione di un medicinale, e del potere di tale droga che sovrasta il fisico del Dottore conducendolo fino a uno stato completamente alieno a se stesso. Proprio ciò che l’autore ha provato nella propria esperienza con l’ergotina, probabilmente sentendosi come un autentico Mr. Hyde.

(Articolo pubblicato in prima versione su HorrorMagazine il 25 marzo 2005)

2 commenti:

Tommaso Percivale ha detto...

Non capisco tutto questo interesse. Io dormo sempre inginocchiato nel letto e con la testa sul cuscino.

Andrea Bonazzi ha detto...

Cogito, ergo sum.
Deliro, ergotina...
:P