giovedì 8 novembre 2007

Alla fiera dei mostri


La letteratura fantastica italiana non è solo quella «alta» e, a posteriori, un po’ snob, erede dei vari Leopardi, Calvino o Buzzati. Esiste una folta produzione di storie popolari che lettori di ogni estrazione hanno frequentato tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX, sui tanti periodici in voga. Una tradizione prima disprezzata e poi dimenticata, quasi rimossa, recentemente riemersa in alcuni studi di «archeologia dell’immaginario» di cui Alla fiera dei mostri raccoglie ora il testimone. Una corposa rassegna di autori e racconti dal 1899 al 1932, che circolavano su riviste come La Domenica del Corrie­re e Per Terra e per Mare (diretta da Emilio Salgari), concor­rendo per inventiva con ammirati e contemporanei pulps americani quali Weird Tales o Amazing Stories.

Ci avevamo quasi creduto, dopo oltre mezzo secolo di critica, alla solita storia che in Italia manchi da sempre una “cultura del fantastico”. Ce l’hanno ripetuto, dall’alto dei salotti letterari, con la rassicurante frequenza di un mantra accademico. Ma se è vero che il nostro realismo risorgimentale ha portato al rifiuto del fantastico nella letteratura “che conta”, salvo sfiorarne occasionalmente i temi fra curiosità e scettica sufficienza, è pur vero che bastava rovistare tra soffitte e fondi di biblioteca per riscoprire un fantastico popolare diffuso allora sulle nostre riviste esattamente come in America o altrove.

Una preliminare esplorazione in tale “buco” della memoria nazionale si è avuta nel 2001 con Le aeronavi dei Savoia, Protofantascienza italiana 1891-1952, un’antologia di racconti curata da Gianfranco de Turris insieme a Claudio Gallo, autore, quest’ultimo, di una significativa postfazione per Alla fiera dei mostri, volume introdotto da un intervento di Luca Crovi.

Primo serio approccio critico all’argomento, il saggio di Foni prende in esame un trentennio circa di narrativa popolare apparsa su testate di vasta diffusione, pubblicazioni che fra sensazionalismo e cronaca proponevano narrativa di ogni tipo, non esclusi l’orrore, il futuribile e il racconto soprannaturale con le stesse modalità delle più note e coeve riviste d’oltreoceano. Con minor incisività e “mestiere”, probabilmente, ma talora persino anticipando certi temi del fantastico di lingua inglese.

Il lavoro di Fabrizio Foni, ventisettenne ricercatore di italianistica presso l’Università di Trieste, si sviluppa in cinque corposi capitoli illustrando i finora insospettati contenuti weird e horror delle pagine esaminate, individuando opere e autori, fornendo brani di testo e approfondendone tematica e fonti, in base alle contemporanee influenze culturali e in costante confronto con gli analoghi e ben più conosciuti esempi dell’editoria statunitense fino agli anni ‘30.

Di minor impatto la parte finale del libro, che offre comunque un concreto sfondo all’epoca di riferimento, ripercorrendo quell’intreccio di argomenti e modalità espressive che dall’esibizione dei freaks nelle “fiere dei mostri”, appunto, giunge fino al cinema passando per il fumetto, il teatro del Grand Guignol e i fenomeni in voga sino al primo ‘900 dal mesmerismo allo spiritismo alla teosofia.

Corredato da una vasta iconografia di riproduzioni in bianco e nero, il libro è di piacevole lettura pur mantenendo la salda struttura di una ricerca accademica, ricco di note esplicative necessarie in tal genere di saggistica.

A volte ulteriormente approfondibili, come quando ci si interroga sul modo in cui Giovanni Magherini Graziani giunse a essere l’unico italiano mai pubblicato su Weird Tales, nel 1934 (il suo racconto Fioraccio fu tratto in realtà da Modern Ghosts, antologia americana del 1890 ampliamente saccheggiata dal magazine per gli autori stranieri contenuti).

Primaria fonte di consultazione e vera pietra miliare nello studio e la riscoperta della letteratura popolare italiana di genere, c’è da sperare che Alla fiera dei mostri dia seguito a un’ulteriore opera di recupero del materiale originale, e quant’altro si celi in queste mai catalogate edizioni.

Magari, qualcuno si accorgerà che in Italia un fantastico pulp ante litteram in fondo già c’era, percorso in via parallela e perduto per strada nel solo momento in cui il mercato editoriale radicalmente si differenziava, passando da un contenitore generalista a uno di esclusivo genere, per scomparire quindi nella storica intolleranza locale al “non-realismo”.

Alla fiera dei mostri
Fabrizio Foni
collana Lapilli, Tunué, 2007
brossura, 358 pagine, Euro 22,50
ISBN 8889613203


(Recensione pubblicata sulla rivista Necro - anno I, numero III, agosto-settembre-ottobre 2007)

1 commento:

Tatiana Martino ha detto...

Non deprecherò mai abbastanza la grettezza di tanto accademismo e critica italiani (storici ma anche contemporanei) in fatto di letteratura del soprannaturale, ben vengano -finalmente- scritti come questo!