domenica 23 dicembre 2007

H.P. Lovecraft, “L'orrore della realtà”


Howard Phillips Lovecraft, attraverso le sue opere, ha completamente rinnovato la narrativa del fantastico e dell'orrore. Quando morì – nel 1937 ad appena 46 anni – era praticamente uno sconosciuto ma nei suoi straordinari racconti, nei suoi saggi, nelle sue lettere ricche di umanità e di genio, aveva piantato i semi di una rivoluzione copernicana: soltanto oggi si comincia a capire la portata del suo influsso sulle generazioni che gli sono succedute.

In questo volume sono raccolti i passi essenziali, tratti dal suo incredibilmente vasto epistolario, in cui Lovecraft traccia le proprie idee sul mondo, la società, il fantastico, la scienza, la politica e il futuro dell'uomo, e in cui delinea i contorni di un cosmo immenso e inconoscibile, inafferrabile con la ragione, dai cui abissi emerge un fruscio d'ali di tenebra a turbare la nostra serenità fondata sull'ignoranza. Una visione apocalittica, densa d'orrore. Ma non priva di speranze.

Fra le settanta e le centomila lettere: questa la stima più prudente sulla mole del carteggio lovecraftiano, il tutto nell’arco di una vita piuttosto breve. Quasi un virtuale sostituto della conversazione diretta che, con altrettanta immediatezza ma sorprendente profondità e ampiezza di argomenti, legava lo scrittore a una vasta rete di amici, colleghi e conoscenti, rivelando sé stesso e disquisendo su tutto, componendo a volte veri saggi da decine di pagine.

H.P. Lovecraft. Lettere dall’altrove, 1993Della minima parte superstite di un così vasto epistolario, una prima selezione fu raccolta e proposta dalla Arkham House fra il 1965 e il 1977, nei cinque storici volumi di Selected Letters, mentre altre edizioni sono tuttora in via di pubblicazione negli U.S.A. tra monografie, versioni integrali e inediti.

Soltanto nel 1993 una scelta di estratti dalle Selected Letters veniva tradotta in Italia in Lettere dall’altrove. Epistolario 1915-1937, un corposo Oscar Mondadori curato da Giuseppe Lippi e, ahinoi, mai più ristampato. Poi, un lungo vuoto di riedizioni narrative o saggistiche.

A cura di Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco, L’orrore della realtà riunisce cinquanta lettere ottimamente tradotte da Massimo Berruti, alcune lunghe e pressocché integrali mentre di altre si forniscono pochi brani essenziali. Sei sole fra queste hanno già visto una traduzione nel precedente Lettere dall'altrove; inedite in italiano le altre. Non sono riportate le fonti originali, ma tutte risultano provenire dai canonici cinque volumi Arkham. Un folto apparato di note, indispensabili a una piena comprensione del contesto storico e biografico, completa l’opera insieme a sei tavole fuori testo di riproduzioni e fotografie in bianco e nero.

A parte un curioso "buco" di tre anni che salta a pié pari tutto il periodo del matrimonio e dell'esperienza newyorkese, la presente selezione può lasciare perplessi nel dichiarato intento dei curatori di “mettere in luce le principali idee di Lovecraft,” scegliendo cosa sia rappresentativo in un corpo di scritti decisamente ampio da ridurre o riassumere. Un approccio filologicamente opinabile, mai seriamente preso in considerazione negli Stati Uniti, sempre rischiando ogni mera e limitata scelta di rispecchiare le opinioni del selezionatore più che del soggetto in esame nel complesso.

Relativamente pochi spunti biografici o letterari quindi, in questa raccolta, con una visione assai meno d’insieme di quella a suo tempo fornita dalla compilazione mondadoriana, il tutto di fronte all’urgenza di assemblare una summa del lovecraft-pensiero.

L’introduzione dei veterani de Turris e Fusco, infine, si conclude con un non troppo indispensabile salto nel passato, tornando a contendersi l'autore in un tiro alla fune tutto italiano fra un'appartenenza ideologica e l’altra, rinnovando antiche polemiche e infervorandosi nel confutare che mai H.P. Lovecraft si fosse avvicinato al marxismo, prendendo a bersaglio certa saggistica di opposto schieramento (fra le righe, non è difficile intravedere un Evangelisti come quello degli articoli lovecraftiani in Alla periferia di Alphaville, 2001). Ma il pubblico, ormai, dovrebbe poter trarre da sé le proprie conclusioni sulla base del materiale disponibile… senza buoni o cattivi maestri, da qualunque direzione provengano, a interpretare per suo conto il Verbo di ogni scrittore “di culto”.

L'orrore della realtà. La visione del mondo del rinnovatore della letteratura fantastica. Lettere 1915-1937
H.P. Lovecraft, a cura di G. de Turris e S. Fusco
Edizioni Mediterranee, 2007
Brossura, illustrazioni in b/n, 300 pagine, Euro 24,50
ISBN 8827218831


(Recensione pubblicata sulla rivista Necro - anno I, numero IV, novembre 2007)

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