mercoledì 2 luglio 2008

Il segreto del Graal


Dopo essere rimasto orfano, Ambrose Meyrick, adolescente di origini gallesi, viene iscritto a una scuola pubblica inglese. Qui si scontrerà con rituali a dir poco ridicoli, pericolosi e violenti, con una mentalità repressiva e tirannica, con quotidiani episodi di bullismo paradossalmente accettati, quando non incoraggiati, da preside e insegnanti. È proprio quando sembra aver raggiunto l’apice della sofferenza e della mortificazione che Ambrose, grazie alle sue origini celtiche, ha la “visione:” e scopre un mondo che promette un formidabile riscatto e meraviglie mai viste, un mondo che lo porterà alla ricerca del Santo Graal e che cambierà il suo destino. Un favoloso viaggio di scoperta, il viaggio di un adolescente baciato dalla grazia ma anche alle prese con le inquietudini dell’età, la scoperta del sesso con la giovanissima cameriera Nelly, prodigiosa espressione di freschezza e innocenza, e poi ancora storie di violenza, soprusi, abusi sessuali. Le pagine di Arthur Machen sono ricche di umorismo, di critica sociale, ma anche di bellezza visiva e momenti sognanti che trasportano il lettore in una dimensione magica per seguire Ambrose Meyrick nella sua ricerca del Graal. Miti celtici, atmosfere misteriose e paesaggi da sogno si incrociano col percorso intimo di un “eroe” davvero fuori del comune.

Arthur Machen è lo pseudonimo di Athurl Lllewellyn Jones. Nato in galles nel 1863, è considerato uno dei maggiori autori di letteratura gotica di tutti i tempi. Fu ammirato da figure come Lovecraft, Arthur Conan Doyle, Oscar Wilde e H.G. Wells. “The Secret Glory,” opera semiautobiografica e fondamentale, esce per la prima volta in Italia per i tipi di Liberamente.

Badando alla sola copertina e al titolo italiano, con appena qualche scelto brano di testo estrapolato in “quarta,” il medio lettore potrebbe prendere il libro per un classico fantasy arturiano, oppure per l’ennesimo semi-esoterico thriller danbrowniano. E vi troverebbe tutt’altro.

Nella versione di Stefania Sapuppo, Il segreto del Graal traduce per la prima volta in Italia il romanzo The Secret Glory pubblicato da Arthur Machen nel 1922. Come in The Hill of Dreams (1904), e in questo caso trasparenti fin dall’assonanza dei nomi, non è difficile trovare forti elementi autobiografici nella figura del giovane protagonista Meyrick; ironico, piuttosto misantropo, isolato in un mondo prosaico e, per l’autore come secondo il personaggio, spaventosamente materialista; qui immerso nel proprio sognante e personale percorso mistico attraverso un cattolicesimo reinterpretato nella tradizione celtica del Galles. Di natura essenzialmente estetica era invece la ricerca nella precedente opera, certo più incisiva e riuscita, uscita nel 1988 presso Reverdito come La collina dei sogni.

Pure, si tratta di un percorso disperso fra le innumerevoli divagazioni e parentesi tipiche di certa prosa di Machen, passando quasi in secondo piano rispetto a quello che si rivela essere l’elemento più esteso ed efficace della narrazione: un ritratto spietato e ferocemente sarcastico del sistema scolastico inglese della sua epoca, in tutta l’ipocrisia e l’oppressiva, talvolta sadica applicazione delle tacite regole che lo governano.

Il Graal, promesso dall’opportunistica titolazione, fa la sua dovuta comparsa testimoniato nell’infanzia di Ambrose Meyrick e dunque rievocato nel suo fervido fantasticare, un simbolo idealmente cercato ma non raggiunto se non, infine, soltanto “fuori scena.” Il romanzo si interrompe infatti bruscamente, senza nulla risolvere, con uno stringato "epilogo" a riassumere per grandi linee gli sviluppi e il termine della vicenda che sarà, come si preannunciava, insieme tragico e glorioso.

Mancano, in effetti, i due capitoli conclusivi che certamente avrebbero contribuito a meglio definire la storia nel suo complesso. Per scelta dello stesso scrittore gallese, il quale già tra il 1899 e il 1908 aveva iniziato a comporne alcune parti, The Secret Glory fu dato alle stampe sin dall'origine privo del quinto e del sesto capitolo, l’ultimo dei quali apparve poi in forma autonoma nella raccolta The Cosy Room (1936) con il titolo di The Hidden Mistery. Conservati in manoscritto presso la biblioteca dell’Università di Yale, i capitoli finali che Machen (piuttosto incomprensibilmente) dispose di escludere dalle edizioni del romanzo hanno trovato pubblicazione soltanto nel 1991, in Chapters Five and Six of ‘The Secret Glory’ dellinglese Tartarus Press, quindi reintegrati nell’opera per le successive riedizioni Tartarus a partire dal 1999.

In questo, Liberamente Editore ha perso di vista l’occasione di presentare da subito un testo integrale, definitivo e possibilmente critico, preferendo basarsi sull’edizione originale britannica Martin Secker del ’22. Al volume avrebbe giovato una più dettagliata cura, magari con l’aggiunta di ulteriori note storiche e di costume ad affiancare quelle, puntuali, della traduzione. Soprattutto, come in diverse altre occasioni constatato, ancora una volta si rinuncia a qualche pagina in più da dedicare a una vera e propria introduzione, delegando ai brevi spazi del risvolto di copertina, qui sopra in corsivo, la presentazione di un testo tutto sommato complesso, di un autore del quale il pubblico italiano conosce quasi esclusivamente la produzione più strettamente horror e fantastica… probabilmente aspettandosi un ennesimo suo libro del genere.

L’assenza di apparato critico si compensa se non altro con un prezzo finalmente accessibile, in una collana, Lo specchio di Orfeo, che merita di essere tenuta d’occhio per aver portato in Italia un inedito di Arthur Machen dopo aver riproposto, sempre nel 2008, l’altrimenti irreperibile La casa dell’alchimista di Gustav Meyrink.

Il segreto del Graal
Arthur Machen
Collana Lo specchio di Orfeo, Liberamente Editore, 2008
brossura, 208 pagine, Euro 12,50
ISBN 978-88-6311-022-7


10 commenti:

Andrea Bonazzi ha detto...

Ok, commentarsi da soli è assurdo, ma volevo aggiungere una notarella senza modificare il testo.

Il fatto è che ho verificato qualche particolare che come "errore" mi suonava singolare.

Nella mia edizione del romanzo (Knopf, New York 1922), a pag. 250 si legge:
[...] that he kept one mistress at Jerusalem, another at Eleusis, another in Egypt and about as many as are contained in the seraglio of the Grand Turk.

Nel file PDF del romanzo liberamente scaricabile al sito www.horromasters.com, al punto equivalente verso la fine del IV capitolo:
[...] that he kept one mistress at Jerusalem, another at Eleusis, another in Egypt and about as many as are contained in the seraglio of the Grand Trunk.

Ne "Il segreto del Graal" a pag. 186:
[...] che avesse un'amante a Gerusalemme, un'altra a Eleusi, un'altra in Egitto e tante altre quante può contenere l'harem del Gran Trunk.


Del Gran Trunk?!...
(Fosse il Gran Turco, invece che Gran Baùle?)

Ora... qualche dubbio circa la possibilità che si sia tradotto il romanzo sulla base di un file trovato in rete, senza nemmeno consultare una copia del libro, è pure lecito farselo venire!
:-D

cadoglio ha detto...

Questo dubbio dà i brividi, in effetti. :-o

Davide Mana ha detto...

Ahimé, basare la traduzione su file è sempre più comune - essendo oltretutto, per alcuni (incluso il sottoscritto) dannatamente comodo.

Poi però uno di solitola traduzione la rilegge e la rivede....
Nel caso in esame non serve l'edizione Knopf del '22 - serve un minimo di buon senso.

L'Harem del Gran Baule.
LOL!

Gwil ha detto...

Read this review with interest. I will mention it in the next Machenalia which I edit. By the way a question in your montage picture you label Machen who is the person who appears under his name. It is not actually Machen.

Andrea Bonazzi ha detto...

Thank you Gwil!

I found the original of this photograph six or seven year ago on a webpage (it was in english) dedicated to Machen, among other pictures of him. According to the page and the caption on it, the photo was of Arthur Machen.
Now, I can not find this website anymore, or perhaps I cannot find the picture through Google's search and I can't recognize the same website. But I found others that use it. The same picture is on this russian page:
http://aenigma.ru/php/content.php?razdel=author&file1=32
and on this Machen's MySpace:
http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=79580035

pietrobaldus ha detto...

… beh, in effetti quella foto “giovanile” mi aveva sempre fatto venire qualche dubbio, non avendola mai vista nei “portraits” sulle biografie ufficiali pubblicate di Machen (che ho tutte) o su stampa. Per non dire dei dubbi che dovrebbe far sorgere la nitidezza dell’immagine, cosa strana per una foto così vecchia. E poi, effettivamente, il personaggio ritratto non somiglia affatto al Machen delle altre foto esistenti. Credo che l’origine dell’errore debba imputarsi ad Alan Gullette, che nel suo sito riporta da sempre quella foto nella sezione sullo scrittore gallese.
Il “Gwil” che commenta è in effetti il curatore di “Machenalia” (ne ho alcuni numeri, tra cui lo speciale su Lovecraft-Machen… ottima rivista), Gwilym Games, e quindi persona attendibile a fugare ogni dubbio.
Comunque, la stessa foto “falsa” è riportata anche qui:
http://theidiotandthedog.wordpress.com/2008/04/29/arthur-machen-and-the-fall/
dove c’è pure un commento dello stesso Gwilym G., che però stranamente non fa o dimentica di fare osservazioni sull’attendibilità dell’immagine riportata.

A questo punto, io credo sia il caso che l’illustre sculptor Anader Ibn-azoz si ingegni, per nostra gioia e diletto, di creare un nuovo montaggio ad hoc! :-)

Comunque complimenti per la review della recensione su Machenalia!

pg

Gwil ha detto...

Hi again,

I am fairly positive it isn't him the eyebrows are all wrong and I know other Machen people who agree. See a picture of young Machen here.

www.machensoc.demon.co.uk/machgallery.html

Obviously an honest mistake so no blame :) I thought there was some strange artistic mystery behind why you used that pic I didn't realise there was an original labelled Machen floating around. I will mention this picture mystery in print as well. I am putting together a list of recent translations pity this one is so bad. I will send you a free copy Andrea when it comes out.

pietrobaldus - Andrea's photo is all over the net as you say and I haven't bothered to warn people about it in passing though I noted some time ago it could not be right. You are right I should warn people. I thought I would just ask about its origins while I was here talking about the review as the issue of the picture came up again the other day.

Andrea Bonazzi ha detto...

Thank you very much Gwil!

I regret that I have helped to spread such a mistake: my montage should now be published even on "The Welsh Academy Encyclopaedia of Wales"... a year ago they asked me to use it. :-(

The translation of "Il segreto del Graal" is not really bad, but lacks of revision. It seems that the publisher has provided the translator just of an e-text (of the original version in 5 chapters), instead of a printed book to which refer... with the consequence of maintaining even a comical misprint like the Grand Trunk, apparently without editing or proofreading by anyone.

But translators in Italy are usually underestimated, underpayed, and often are therefore not very motivated in their work. Small publishers, here, makes every economy in order to survive, cutting out even what is necessary.

Gwil ha detto...

So the quality of the writing is quite good Italian then besids the misprint? Yes I noticed it was in the Encyclopaedia I was going to mention that. I will include a copy of the picture in Machenalia with your permission.

Andrea Bonazzi ha detto...

Thank you, I would be glad of that! I can send you via e-mail a printable file of the pic (a black & white Tif file at 300dpi, it's about 4 Mb): andrea@bonazzi.tk
I have never seen it on the "Encyclopaedia": it is too expensive for me to buy.

I think the translator has made a basically correct work, not brilliant but correct, even with some useful explicative notes to the text (I'm not really such an expert, but I have read an old Knopf edition of "The Secret Glory" only a year ago). Rather, the publisher evidently did not give to her the printed, correct text, and seems that has not done any serious editing on the book. There is even no introduction, beside a brief presentation on the fly-leaf.
An internal note says in italian that "The publisher has done everything possible to trace the holder of the rights of this work without succeed. [...]", while the address of the Estate of Arthur Machen can be found on your website even through a simple Google search!

Another very recent italian edition of Machen is "Gli Arcieri e altre leggende di guerra - Il Terrore" ("The Bowmen and Other Legends of the War" and "The Terror")
http://in-tenebris-scriptus.blogspot.com/2008/06/gli-arcieri-e-altre-leggende-di-guerra.html

A bibliography of Machen's italian translations, in chronological order, can be found at the "General Catalog of Sf, Fantasy and Horror in Italy", direct link: http://www.fantascienza.com/catalogo/autore.php?id=3422