venerdì 23 novembre 2012

Il villaggio nero. Racconti fantastici di Stefan Grabiński


Il villaggio nero. Racconti fantastici, 2012, copertinacopertina interna di Gino Andrea Carosini

I finally have the book in my hands... The first collection by Stefan Grabiński in Italy, that I edited and translated, was published in November, 2012.

“Il villaggio nero presenta per la prima volta al pubblico italiano Stefan Grabiński, definito dal critico Karol Irzykowski “il Poe Polacco”, ed elogiato da autori del calibro di Thomas Ligotti, Stanislaw Lem e China Miéville. Il volume comprende dodici tra i suoi migliori racconti, scritti tra il 1919 e il 1924”.

Il villaggio nero. Racconti fantastici di Stefan Grabiński. Traduzione e cura di Andrea Bonazzi, con una introduzione di China Miéville e un’intervento di MariaVittoria Ghirardi, copertina interna di Gino Andrea Carosini. Collana “Biblioteca dell’Immaginario” n. 6, Edizioni Hypnos, Milano 2012.

“Per convenienza, il Gotico si rifiuta di morire. L’armamentario di gran parte della narrativa horror contemporanea – le tempeste, i cimiteri, gli scheletri e i vampiri – potrebbe direttamente uscire dal Diciottesimo secolo di un romanzo a sensazione della Minerva Press, o da Il castello d’Otranto. Naturalmente, l’horror non è per nulla così semplice, né mai si è ridotto a quei soli ammennicoli. Ma la loro tenace persistenza è bastata agli studiosi per costruire intere teorie sull’orrore come genere irriducibilmente nostalgico, e ad alcuni fra i lettori di mentalità più aperta per considerarlo in sé come una cosa gretta. Ecco perché leggere le storie di Stefan Grabiński, queste scritte fra il 1918 e il 1922, è un’esperienza così rivelatrice. Poiché ci troviamo di fronte a uno scrittore per il quale l’orrore soprannaturale si manifesta proprio nella modernità – nell’elettricità, nelle caserme dei pompieri, nei treni: il perturbante quale cattiva coscienza dell’oggi”.

Questo l’incipit della presentazione di China Miéville, che torna più avanti a descrivere l’opera dello scrittore polacco: – “Grabiński prende Bergson, James, Maeterlinck, ed estrapola da essi, talvolta in un loro fecondo incrocio con la scienza di Newton e di Einstein, per creare storie fantastiche di un’eretica intelligenza. E di uno stile intenso”.

L’intera introduzione di Miéville dal titolo Guardando i treni che passano (“Trainspotting”, apparsa in origine su The Guardian, sabato 8 febbraio 2003) è resa disponibile sulle pagine web di FantasyMagazine, assieme alla mia breve Nota bio-bibliografica” su Stefan Grabiński.

Indice dei contenuti:
Nota introduttiva – Andrea Bonazzi
Guardando i treni che passano (Trainspotting) – China Miéville
Il demone del movimento (Demon ruchu)
L’engramma di Szatera (Engramy Szatery)
La stanza grigia (Szary pokój)
Saturnin Sektor (Saturnin Sektor)
L’area (Dziedzina)
Il villaggio nero (Czarna wólka)
Lo sguardo (Spojrzenie)
L’amante di Szamota (Kochanka Szamoty)
A casa di Sara (W domu Sary)
Il bianco Lemure (Bialy Wyrak)
La storia del becchino (Opowieść o grabarzu)
La vendetta degli elementali (Zemsta żywiołaków)
Nota bio-bibliografica – Andrea Bonazzi
Stefan Grabiński. Il demone della velocità – MariaVittoria Ghirardi

Per una più estesa introduzione all’autore, vedasi il mio precedente articolo su Weirdletter Stefan Grabinski. Amnesia italiana per un grande autore europeo del fantastico, in seguito riveduto e pubblicato sulla rivista Hypnos #8 con le mie traduzioni dei racconti “L’area” (Dziedzina) e “Nello scompartimento” (W przedziale).

Edizioni Hypnos: www.edizionihypnos.com.
Bookstores: Delos Store; IBS Internet Bookshop; libreriauniversitaria.it; amazon.it.

Il villaggio nero. Racconti fantastici
Stefan Grabiński
Biblioteca dell’Immaginario n. 6, Edizioni Hypnos, 2012
brossura, 300 pagine, €21.90
ISBN 9788896952085



2 commenti:

occhio sulle espressioni ha detto...

Oooooooh, grandissimo! Lo volevo da quando qualcuno me lo nominò ad una mia richiesta sul fantastico dell'Est Europa, proprio su Weirdletter.
Me lo regalo appena posso!

Maxciti ha detto...

Non posso che condividere fino all'utima parola il testo che precede il mio. Appena possibile questo libro SARA' MIO. E grazie per la preziosa segnalazione.