mercoledì 16 aprile 2008

Qualcosa di Clark Ashton Smith


Almeno in questa sede, Clark Ashton Smith non dovrebbe aver bisogno di presentazioni. Certo c’è sempre chi può imbattersi accidentalmente nella pagina, ma in tal caso basterà un qualche click in giro per farsene un’idea. C’è inoltre un intero sito web dedicato, The Eltritch Dark (dal titolo di una poesia), che raccoglie la gran parte dei suoi versi, della sua narrativa e dei saggi oltre a molte immagini dei suoi disegni, dei quadri e delle sculture.

In italia, col solito endemico ritardo, C.A. Smith è noto quasi esclusivamente per i suoi racconti fantastici, sgargianti di un colore e di un'ironia che pur talvolta si perdono sotto il ferro da stiro della traduzione. E per i suoi rapporti epistolari e di complicità letterarie con Howard Phillips Lovecraft, in salda amicizia e proficua reciproca influenza.

Diverse raccolte dell’artista californiano sono apparse tempo fa nelle nostre librerie. Zothique (Editrice Nord, 1977 e 1992); il quartetto di edizioni MEB comprendenti Genius Loci (1978), Al di là del tempo e dello spazio, Mondi perduti e Gli orrori di Yondo (1979); quindi i Fanucci del successivo decennio: Il destino di Antarion (1986), La Venere di Azombeii e Le metamorfosi della Terra (1987) seguiti da Hyperborea, Xiccarph, Averoigne (1989) e Malneant (1990), con questi ultimi quattro a pirateggiare largamente e senza attribuzione le stesse precedenti traduzioni della MEB. Ma dall’ultima ristampa Nord de L’universo Zothique sono trascorsi oramai sedici anni, un lungo periodo di vuoto nel quale anche le storie antologizzate altrove sono andate sempre più diradandosi.

Qualche esempio di poesia, in entrambi i casi nella versione di Sebastiano Fusco, ha fatto capolino fra la selezione lovecraftiana de Il vento delle stelle (Agpha Press, 1998) e sull’unica uscita dell’affondata rivista Fictionaire (1999). Altro è apparso nel corso degli anni attraverso fanzines quali Yorick Fantasy Magazine, cui pure si deve la pubblicazione di Ombre dal Cosmo (1999), un ottimo e ormai raro volumetto curato da Pietro Guarriello riunendo brevi inediti smithiani insieme a prestigiosa saggistica.

Se da noi resta un autore riservato ai pochi soliti appassionati, almeno in patria è in atto una lenta ma costante di riscoperta dell’opera di Clark Ashton Smith, rimasto finora nell’ombra rispetto ai celebrati compagni di penna Robert E. Howard e H.P. Lovecraft. Probabilmente anche a causa di uno stile ricercato, ricco di arcaismi, sonoro e ritmato sul filo del poema in prosa. A volte magari troppo letterario per il mondo del pulp; altre, al contrario, troppo “di genere” per i quartieri alti della letteratura.

Un netto risveglio di interesse è dimostrato in America dalle crescenti riedizioni e ristampe, dai nuovi spunti saggistici e, ultimamente, dalla pubblicazione critica e sistematica dei suoi scritti. Le storie brevi di carattere weird sono in corso di pubblicazione nei cinque volumi di Collected Fantasies della Night Shade Books, mentre l’intera produzione poetica viene proposta nei tre tomi di The Complete Poetry and Translations of Clark Ashton Smith presso la Hippocampus Press, che tra i futuri progetti prevede di editare in volume unico la superstite corrispondenza Smith-Lovecraft. Altro segnale incoraggiante viene dalla stampa: A journey to the fantastic realms of Clark Ashton Smith, un positivo articolo del critico letterario Michael Dirda, è apparso sul Washington Post del 18 febbraio scorso.

Amico e “protetto”di George Sterling, allo stesso modo in cui di Sterling fu mentore Ambrose Bierce negli ambienti culturali della San Francisco di primo Novecento, Smith fu principalmente poeta con un primo libro di versi pubblicato appena diciannovenne, The Star-Treader and Other Poems (1912 ), che lo fece sul momento acclamare come novello “Keats del Pacifico.” Ed è proprio nella vena poetica che nascono le sue ampie visioni cosmiche (il poema The Hashish Eater del 1922 ne è forse il capolavoro) condivise dal ’23 con un assai più pessimista e nichilista Lovecraft, al cui incoraggiamento si deve il suo ritorno alla narrativa dopo alcuni racconti esotici giovanili venduti a testate quali The Black Cat. Un flusso intenso di storie fra horror, fantasy e una riluttante e sovente parodistica fantascienza, inariditosi però sul finire degli anni 30 per ritornare in ultimo all’amata versificazione, sino alla morte nel 1961. Da completo autodidatta, si avventurava nel frattempo in escursioni artistiche visualizzando le proprie fantastiche creazioni con dipinti e disegni, spesso elementari e in qualche modo naïf, e in più efficaci sculture solitamente intagliate nella pietra morbida della sua zona.

A proposito della poesia di C.A. Smith e per concludere con una scelta del tutto personale:


A sinistra, Solution di Clark Ashton Smith, scansione dalla pagina 35 di Ebony and Crystal, Auburn Journal, 1922. Testo reperibile anche su eldritchdark.com. Traduzione di Andrea Bonazzi.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Andrea! Mi servirebbero un paio di aiuti:
1) dato che mi pare di possedere già il volume edito dalla Meb de "Gli orrori di Yondo" e considerato che ho intenzione di cominciare a collezionare la collana "I Miti di Cthulhu" della Fanucci, sapresti cortesemente dirmi sotto quale nome il libro di Smith è stato incluso nella collana curata da Pilo?
2) dove posso trovare dei volumi della suddetta collana in vendita? sei in grado di darmi una mano? grazie in anticipo,
Ema

Andrea Bonazzi ha detto...

Le edizioni MEB e Fanucci non coincidono affatto. Per esempio,i titoli ne "Gli orrori di Yondo" sono sparsi in quattro dei volumi Fanucci, con tre dei racconti che mancano del tutto:

- La progenie senza nome
- L'adoratore del demonio
- Medio Evo
- I cacciatori dell'aldilà
- Il dio della polvere
sono in "Malneant"

- Gli orrori di Yondo
- La Sibilla Bianca
- Il demone di ghiaccio
- L'avvento del verme bianco
- La partenza di Afrodite
li ritrovi in "Hyperborea"

- L'incantatrice di Sylaire
- Cineserie
- Lo specchio della sala d'ebano
in "Averoigne"

- I figli dell'abisso
è in "Xiccarph"

- Epifania di morte
- Il vino dell'Atlantide
- Il terzo racconto di Vathek
invece non mi pare siano più stati raccolti altrove e comunque non appaiono nelle edizioni di Fanucci.

La bibliografia italiana di CAS, in ordine cronologico e completa di indici & copertine, si trova qui:
www.fantascienza.com/catalogo/autore.php?id=4930

Per non farsi spennare dai professionisti del collezionismo web (molti prezzi sono francamente esagerati), e in mancanza di bancarelle e librerie dell'usato da perlustrare, forse è meglio cercare su ebay... con molta pazienza e lasciando perdere le quotazioni inverosimili.

Magari posso avvertire in privato se ne vedo in giro, lasciandosi riconoscere.

Davide ha detto...

Dei volumi MEB, mi risulta che Genius Loci sia il più raro - o più semplicemente il più ambito.

Di Zothique ci vorrebbe una bella riedizione, magari illustrata e completa (a includere anche "The Dead wil Cuckhold You").
Dell'edizione Nord se ne trovano ancora comunque copie a remainder per una decina di euro - tocca scavare.

Se invece l'inglese non fa schifo, la Gollancz pubblica un colossale "The Emperor of Dreams" che è una sorta di piccola biblioteca essenziale della narrativa di Smith. Un buon punto di partenza (a basso costo) per avvicinarsi all'opera del maestro nella sua versione originale.

Anonimo ha detto...

dai un'occhiata qui:

http://www.dduniverse.net/ita/viewtopic.php?f=111&t=3466423

ciao