giovedì 1 maggio 2008

The Mountain Goats, “Lovecraft in Brooklyn”


Echi biografici e letterari lovecraftiani per The Mountain Goats nel testo della canzone Lovecraft in Brooklyn tratta da Heretic Pride, l'ultimo album della band di John Darnielle uscito nel 2008. A seguito nella libera traduzione del sottoscritto.


Lovecraft in Brooklyn

It’s gonna be too hot to breathe today
And everybody’s out here on the streets
Somebody’s opened up the fire hydrant
Cold water rushing out in sheets
Some kid in a Marcus Allen jersey
Asks me for a cigarette
Companionship is where you find it
So I take what I can get

Hubcaps on the cars like funhouse mirrors
Stick to the shadows when I can
Lovecraft in Brooklyn

When the sun goes down the armies of the voiceless
Several hundred thousand strong
Come out without their bandages
Their voices raised in song
When the streetlights sputter out
They make this awful sizzling sound
I cast my gaze toward the pavement
Too many bloodstains on the ground

Rhode island drops into the ocean
No place to call home anymore
Lovecraft in Brooklyn

Head outside most every day
to try to keep the wolves away
Imagine nice things I might say
If company should come

Woke up afraid of my own shadow
Like, genuinely afraid
Headed for the pawn shop
To buy myself a switchblade
Someday something’s coming
From way out beyond the stars
To kill us while we stand here
It’ll store our brains in mason jars

And then a girl behind the counter
She asks me how I feel today
I feel like Lovecraft in Brooklyn


Lovecraft a Brooklyn

Si fa troppo caldo per respirare oggi
Ma tutti sono fuori per le strade
Qualcuno ha aperto l'idrante antincendio
Acqua fredda che scorre fuori a fiotti
Qualche ragazzo con la maglia di Marcus Allen
Mi chiede se ho una sigaretta
La compagnia è dove te la trovi
Così io prendo quel che posso

Cerchioni sulle auto come specchi deformanti
Resto nell'ombra quando posso
Lovecraft a Brooklyn

Quando si abbassa il sole gli eserciti dei senza-voce
Forti di varie centinaia di migliaia
Vengono fuori senza le loro bende
Le loro voci sollevate in canto
Quando crepitano le luci della strada
Fanno questo terribile suono sfrigolante
Fisso il mio sguardo sul selciato
Troppe macchie di sangue per terra

Il Rhode Island cala nell'oceano
Più nessun luogo da chiamare casa
Lovecraft a Brooklyn

Vado fuori quasi tutti i giorni
Per cercare di sbarcare il lunario
Pensa che belle cose avrei potuto dire
Se fosse arrivata compagnia

Mi svegliavo spaventato dalla mia stessa ombra
Così, veramente spaventato
Andai verso il banco dei pegni
Per comprarmi un coltello a scatto
Un giorno o l'altro arriverà qualcosa
Sbucando da al di là delle stelle
A ucciderci mentre ce ne stiamo qui
Conserverà i nostri cervelli in barattolo

E allora una ragazza dietro il banco
Mi chiede come mi sento oggi
Mi sento come Lovecraft a Brooklyn


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