giovedì 17 luglio 2008

Francesco Mai, sculture aliene digitali




Sculture virtuali foggiate nella sostanza intangibile dei bit; modelli tridimensionali fatti di calcolo e immaginazione, realisticamente illuminati in complesso e dettagliatissimo rendering... L’arte digitale di Francesco Mai rappresenta una sorta di parallela evoluzione biologica dell’inorganico, paradossi di zoologie minerali e metalliche cristallizzati in reperti di un’alternativa o estranea Storia Naturale, con un approccio al fantastico che sfugge, per una volta tanto, ai limiti dell’antropocentrismo.

Nato a Milano nel 1972, Mai ha una formazione autodidatta per quanto riguarda le tecniche della grafica digitale sviluppata fin da adolescente in parallelo con la fotografia, altra sua grande passione ripresa dopo gli studi universitari. Il corso di laurea in Biologia, o meglio “una sua visione artistica” come dichiara nel 2007 in un’intervista a CG Italia, sarà di determinante influenza per la forma delle proprie opere:

“Spesso mi piace definirle ‘sculture aliene.’ Senza ombra di dubbio il mio universo di riferimento è l’universo stesso inteso come micro— e macrocosmo. Da questo punto di vista amo molto i libri scientifici sull’astronomia e biologia, ovviamente. In particolare John D. Barrow, che stimo molto. Un altro enorme riconoscimento lo devo al matematico Mandelbrot. Molti dicono che le mie opere ricordano il grande maestro H.R. Giger. In effetti è l’artista moderno che preferisco e stimo. Anzi è l’unico”.

Varie altre interviste sono reperibili in rete e in italiano, la più recente delle quali su Braintwisting nel gennaio di quest’anno.

Galleria: sito ufficiale Alien digital sculptures of Francesco Mai, francescomai.com.

1 commento:

violet rouet ha detto...

fantastiche... complimento!