mercoledì 15 ottobre 2008

Pedro De Kastro, la post-apocalisse in nero di china



Nato a Lisbona nel 1971, a diciannove anni Pedro De Kastro si arruola nei Parà portoghesi. Soltanto diverso tempo dopo riprenderà i propri studi, come autodidatta. Nel 2001 si reca a Sarajevo, a rappresentare coi suoi disegni il Portogallo alla X Biennale dei giovani artisti europei del Mediterraneo. Alla fine dello stesso anno, lascia il “Vecchio mondo” attraversando l’Atlantico e l’equatore fino al Sud America, più precisamente a San Paolo del Brasile dove attualmente vive.

Le sue opere, disegni a inchiostro di china su carta fino al metro in ampiezza, impressionano per l’accuratezza del tratto che merita un’osservazione più ravvicinata, disponibile in alcuni ingrandimenti presso gli spazi web dell’artista. Soprattutto, colpiscono i temi post-apocalittici: fantasie di cupi pesaggi urbani stravolti da remote e indefinite catastrofi; surreali vedute senza tempo, senza luogo; incubi di desolazione e oscurità piranesiane in prospettiva fra il post-industriale e il fantasy.

Gallerie: sito ufficiale www.pedrodekastro.com, spazio personale su MySpace.

2 commenti:

galerius ha detto...

Piranesi ma anche Doré, Tenniel...
Splendide, da lasciare senza fiato. Opere del genere richiedono, oltre alla maestrìa, una pazienza davvero infinita.
Ho finito di leggere da poco un romanzo, Il Demone di Dio, dove sono descritte città colossali e paesaggi desolati, sullo sfondo di una guerra che scuote l'Inferno.
Ecco, questo artista potrebbe esserne l'interprete figurativo ideale, ancor più dell'autore del romanzo, Barlowe, a sua volta illustratore di fama.

X ha detto...

Straordinarie... Trasmettono la stessa inquietudine che si può provare davanti a un Doré, un Dalì o un Beksinski. L'arpa degli impiccati e il ponte sospeso sulla cattedrale meritano spazio nei nostri incubi...

Grazie per queste preziose segnalazioni!
X